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	<title>Mhauser &#187; Emanuele</title>
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	<description>Stufe a Pellet per ogni esigenza</description>
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		<title>Perchè la termostufa a pellet</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2014 09:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[LA TERMO STUFA A PELLET: Le  termostufe  a  pellet  sono  adatte  per  essere  istallate  nell’abitazione (soggiorno cucina ecc.). La termo stufa a pellet viene collegata all’impianto di riscaldamento presente all’interno dell’edificio ( termosifoni, termoconvettori, impianto a pavimento ). Questo consente di poter riscaldare in modo uniforme l’intera abitazione anche se disposta su più piani. Le termo stufe a pellet quindi, riscaldano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font: 14px/22.39px Oxygen, sans-serif; margin: 0px 0px 1.5em; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; background-color: #ffffff; -webkit-text-stroke-width: 0px;"><span style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; color: #c92e2e; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: inherit; font-weight: bold; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; color: #ff0000; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">LA TERMO STUFA A PELLET</span></span>:</span> Le  termostufe  a  pellet  sono  adatte  per  essere  istallate  nell’abitazione (soggiorno cucina ecc.). La termo stufa a pellet viene collegata all’impianto di riscaldamento presente all’interno dell’edificio ( termosifoni, termoconvettori, impianto a pavimento ). Questo consente di poter riscaldare in modo uniforme l’intera abitazione anche se disposta su più piani. Le termo stufe a pellet quindi, riscaldano tramite una caldaia posta al loro intero l’acqua che circola poi nell’impianto. Da tener presente che una parte del calore, è emesso dalla stufa per convenzione naturale riscaldando nella stanza dov’è  istallata. Mhauser nell’ambito delle termostufe ha creato la gamma MIK che presenta la caratteristica di avere una limitata  dispersione termica  in ambiente questo le consente  essere istallata in stanze relativamente piccole  (lavanderie – disimpegni) rendendo  la termostufa simile ad una caldaia. Per una migliore efficienza nella circolazione dell’acqua si consiglia di collegare la stufa direttamente alle diramazioni principali dell’impianto idraulico. Nella scelta del luogo d’istallazione bisognerà tener presente di questo particolare.  Inoltre abbinandola ad un accumulo  è possibile ottenere acqua calda sanitaria. Le termostufe consentono di poter sfruttare al meglio il risparmio economico derivante dall’uso del pellet.</p>
<p style="font: 14px/22.39px Oxygen, sans-serif; margin: 0px 0px 1.5em; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; background-color: #ffffff; -webkit-text-stroke-width: 0px;"><em style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">Vantaggi:</em></p>
<ul style="font: 14px/22.39px Oxygen, sans-serif; list-style: square; margin: 0px 0px 1.5em 3em; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; background-color: #ffffff; -webkit-text-stroke-width: 0px;">
<li style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;"><em style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">migliore gestione del riscaldamento e possibilità di scaldare l’intera abitazione.</em></li>
</ul>
<ul style="font: 14px/22.39px Oxygen, sans-serif; list-style: square; margin: 0px 0px 1.5em 3em; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; background-color: #ffffff; -webkit-text-stroke-width: 0px;">
<li style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: inherit; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;"><em style="margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; font-family: inherit; font-size: 14px; font-style: italic; font-weight: inherit; vertical-align: baseline;">­indipendenza da fonti di riscaldamento tradizionali: (gas metano, GPL, ecc.).</em></li>
</ul>
<p style="font: 14px/22.39px Oxygen, sans-serif; margin: 0px; padding: 0px; outline: 0px; border: 0px currentColor; color: #454545; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; background-color: #ffffff; -webkit-text-stroke-width: 0px;">Da quanto scritto sopra si può concludere che la scelta della termo stufa a discapito della normale stufa ventilata presenta un costo iniziale di acquisto ed istallazione  più elevato. Tuttavia  il confort di utilizzo e la capacità di riscaldamento è  notevolmente superiore. In  termini economici, a lungo andare la termostufa si rileva più conveniente.</p>
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		<title>Come scegliere il pellet</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 07:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Come scegliere il pellet? Per essere sicuri di comprare il combustibile giusto, bisogna tenere in considerazione tanti fattori. Non dobbiamo scegliere il primo prodotto che ci viene tra le mani, altrimenti non possiamo fare una scelta di qualità. E’ importante tenere in considerazione ciò che c’è scritto sull’etichetta, ma anche sapere quali sono le norme sulle caratteristiche del materiale. Sull’etichetta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come scegliere il pellet</strong>? Per essere sicuri di comprare il combustibile giusto, bisogna tenere in considerazione tanti fattori. Non dobbiamo scegliere il primo prodotto che ci viene tra le mani, altrimenti non possiamo fare una scelta di qualità. E’ importante tenere in considerazione ciò che c’è scritto sull’<strong>etichetta</strong>, ma anche sapere quali sono le norme sulle caratteristiche del materiale.</p>
<p>Sull’etichetta delle <strong>confezioni</strong> dovrebbero essere riportati due valori molto importanti, che identificano i <strong>tipi di pellet</strong>. Il primo di essi è il <strong>potere calorifico</strong>, l’energia termica che una quantità di quel particolare materiale riesce a fornire. I valori possono essere compresi tra 4,5 e 5,5 kWh/kg: più alti sono, più avremo la certezza di aver fatto una scelta vantaggiosa. Un altro indicatore da non dimenticare è rappresentato dal <strong>residuo di cenere</strong>, per capire quanto il combustibile sporcherà la stufa. Gli esperti consigliano un valore minore dell’1%. Il <strong>pellet migliore</strong> è quello del <strong>faggio</strong> puro, al secondo posto possiamo collocare quello ricavato dall’abete, che sporca un po’ la stufa, perché è tratto da una pianta resinosa. Poi ci sono le latifoglie e il misto. Il pellet con le <strong>biomasse</strong>, come, ad esempio, la segatura di legno mescolata agli scarti di mais, è consigliato soltanto per le grandi caldaie. Sulla confezione ci deve essere un marchio di certificazione, che può essere ENplus o Pellet Gold, in più il tutto deve essere corredato da un numero di identificazione. Altre informazioni essenziali che devono essere indicate sull’etichetta, oltre al <strong>costo</strong>, sono: i riferimenti per contattare il produttore, il peso, l’origine della materia prima e la dicitura “pellet in legno”, accanto alla quale dovrebbe essere riportata la <strong>classe di qualità</strong>. Molto spesso sulle confezioni ritroviamo anche una scheda con le caratteristiche fisiche e chimiche del materiale.</p>
<p>Le norme europee che definiscono le <strong>caratteristiche del pellet</strong> sono state pubblicate nel 2011. E’ la UNI EN 14961-2. Secondo questa legge, il pellet può essere distinto in tre classi di qualità. La A1 è il livello più elevato: a questa classe corrisponde un contenuto di ceneri massimo dello 0,7%. Per la A2 il contenuto di ceneri non può superare l’1,5%, mentre per la B il massimo è del 3,6%. Rientra in quest’ultima categoria un combustibile di qualità inferiore, che generalmente viene destinato ad impianti di uso commerciale ed industriale. Solo tenendo in considerazione questi aspetti possiamo ottenere il <strong>miglior pellet in commercio</strong>.</p>
<p>Basandosi sulle leggi volute dall’Europa, sono stati predisposti dei <strong>sistemi di certificazione di qualità</strong>. I più importanti sono due: <strong>ENplus</strong> e <strong>Pellet Gold</strong>. Il primo prende in esame tutta la catena di produzione, fino ad arrivare alla consegna al consumatore. Vengono considerate con particolare attenzione la tracciabilità e la trasparenza della filiera, attraverso la predisposizione di una documentazione accurata. Pellet Gold, oltre a dedicarsi anch’esso al controllo della filiera, si impegna anche nell’analisi del contenuto, per riscontrare eventuali tracce di formaldeide e di radioattività.</p>
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		<title>Il Veneto promuove l’uso delle biomasse</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Promuovere il corretto uso dei biocombustibili legnosi a scala domestica attraverso campagne informative; contenere l’impatto ambientale dovuto all’utilizzo delle biomasse, sostenendo l’uso di legna, pellet e biomasse agroforestali di qualità certificata e favorendo l’utilizzo di materie prime di origine locale, secondo processi produttivi che coniughino la sostenibilità ambientale con lo sviluppo socio-economico delle comunità locali. Sono questi alcuni degli ambiziosi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="contenuto" class="testo13 sopra16">
<p>Promuovere il corretto uso dei <strong>biocombustibili legnosi</strong> a scala domestica attraverso campagne informative; contenere l’impatto ambientale dovuto all’utilizzo delle biomasse, sostenendo l’uso di <strong>legna, pellet e biomasse agroforestali</strong> di qualità certificata e favorendo l’utilizzo di materie prime di origine locale, secondo processi produttivi che coniughino la sostenibilità ambientale con lo sviluppo socio-economico delle comunità locali.</p>
<p>Sono questi alcuni degli ambiziosi obiettivi che si pone il Protocollo d’Intesa fra la Regione Veneto e l’<strong>Associazione Italiana Energie Agroforestali – Aiel,</strong> approvato nei giorni scorsi dalla Giunta veneta. L’accordo, soprattutto, rappresenta un’importante svolta positiva: proprio nei mesi scorsi dall’Arpav regionale era arrivato un atto d’accusa contro il pellet, accusato di favorire la produzione dell’inquinante <strong>benzo(a)pirene</strong>.</p>
<p>La musica sembra ora cambiata: l’assessore regionale all’ambiente, <strong>Maurizio Conte,</strong> ha ammesso come l’utilizzo di pellet e legname per il riscaldamento domestico sia in forte aumento anche a causa della crisi economica, ma che di per sé, questo fenomeno non sia negativo.</p>
<p>“E’ importante quindi garantire – aggiunge – che tale scelta dei cittadini sia conforme agli obiettivi di miglioramento della <strong>qualità dell’aria</strong> che la nostra Regione sta perseguendo in accordo con le altre regioni del Bacino padano e che sono ricompresi nel Piano regionale di tutela e di risanamento dell’Atmosfera”.</p>
<p>In questo senso, l’accordo prevede infatti la promozione delle migliori tecnologie di <strong>conversione energetica</strong> in sostituzione dei vecchi e obsoleti generatori di calore (notevolmente inquinanti), prendendo come riferimento i requisiti tecnico-ambientali del <strong>Conto Energia Termico</strong>.</p>
<p>L’obiettivo, dunque, è anche quello di sfruttare le ancora poco conosciute opportunità offerte da questo nuovo sistema di incentivazione per l’<strong>efficienza energetica</strong> e la produzione di <strong>energia termica</strong> da fonti rinnovabili. Insomma, come avevamo scritto nei giorni passati<a title="Biomasse, sulle emissioni non si può semplificare" href="http://www.tekneco.it/energia/biomasse-sulle-emissioni-non-si-puo-semplificare/" target="_blank">,</a> anche secondo questo accordo promosso dalla Regione Veneto, le emissioni legate alle biomasse sono profondamente legate alla tipologia dell’impianto.</p>
</div>
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		<title>Rinfuse, nuovo impianto per i pellet</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 06:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Inaugurato questa mattina al Terminal Rinfuse il nuovo impianto per l&#8217;insaccaggio e la pallettizzazione del pellet, un prodotto derivato dal legno utilizzato come combustibile per uso domestico e industriale. Circa 1 milione di euro il valore dell&#8217;investimento effettuato da Terminal Rinfuse Genova. Il nuovo impianto ha una capacità produttiva oraria massima di 18 tonnellate, pari a 1.200 confezioni di prodotto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Inaugurato questa mattina al Terminal Rinfuse il nuovo impianto per l&#8217;insaccaggio e la pallettizzazione del pellet, un prodotto derivato dal legno utilizzato come combustibile per uso domestico e industriale. Circa 1 milione di euro il valore dell&#8217;investimento effettuato da Terminal Rinfuse Genova. Il nuovo impianto ha una capacità produttiva oraria massima di 18 tonnellate, pari a 1.200 confezioni di prodotto da 15 kg ciascuna, ed è in grado di operare, a pieno regime, 24 ore su 24 con l&#8217;impiego di una forza lavoro di circa 10 unità. E&#8217; dotato di un magazzino attrezzato suddiviso in 8 settori per lo stoccaggio della merce in grado di accogliere fino a 20 mila tonnellate di rinfuse. Nel 2014 è previsto un volume di 50 mila tonnellate di prodotto insaccato e pallettizzato, valore che dovrebbe raggiungere le 60 mila tonnellate nel 2015 e le 70 mila tonnellate nel 2016.</p>
<p>&#8220;Questo nuovo impianto  &#8211;  dichiara Augusto Ascheri, presidente di Terminal Rinfuse Genova  &#8211;  rappresenta una novità assoluta per il settore genovese delle rinfuse, e si inserisce nel percorso di diversificazione delle attività del terminal intrapreso per il suo rilancio a livello nazionale e internazionale. Con la sua installazione &#8211; prosegue Ascheri  &#8211;  il terminal è in grado di effettuare al proprio interno anche un&#8217;attività di semilavorazione della merce, fornendo in questo modo un servizio complementare alle tradizionali operazioni portuali di sbarco, imbarco, stoccaggio e ricarico del carbone e delle rinfuse&#8221;.</p>
<p>Secondo Luigi Merlo, presidente dell&#8217;Autorità Portuale genovese, &#8220;il piano di investimenti che il Terminal Rinfuse ha avviato appresenta un importante valore aggiunto per il comparto delle rinfuse, settore merceologico vitale per il nostro porto. Investire in tecnologia e sostenibilità ambientale è uno tra i primi obiettivi che l&#8217;Autorità Portuale genovese persegue attraverso le scelte strategiche di pianificazione. La ricerca tecnologica applicata è la scommessa su cui dobbiamo investire per essere davvero uno smart port.&#8221;</p>
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		<title>Pellet, l’Europa si attrezza per il boom</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 06:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pellet è una fonte di energia termica in continua crescita, come abbiamo scritto più volte in passato. Il punto interrogativo principale è però dato dalla dipendenza dell’Europa dalle importazioni estere di questo materiale: movimentare tonnellate da un continente all’altro del pianeta provoca senz’altro un quantitativo di emissioni importanti, probabilmente tale da annullare il beneficio dell’utilizzo della biomassa stessa. Senza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il pellet è una fonte di energia termica in continua crescita, come abbiamo scritto più volte in passato. Il punto interrogativo principale è però dato dalla dipendenza dell’Europa dalle importazioni estere di questo materiale: movimentare tonnellate da un continente all’altro del pianeta provoca senz’altro un quantitativo di emissioni importanti, probabilmente tale da annullare il beneficio dell’utilizzo della biomassa stessa.</p>
<p>Senza contare la mancata valorizzazione della filiera locale. Eppure, questo fenomeno sembra inarrestabile: ne è un esempio significativo l’investimento da 13 milioni di euro avviato al Terminal Rinfuse di Genova, dedicato proprio a un impianto per l’insaccaggio e pallettazione del pellet.</p>
<p>Il nuovo impianto ha una capacità produttiva oraria massima di 18 tonnellate, pari a 1.200 confezioni di prodotto da 15 kg ciascuna, ed è in grado di operare, a pieno regime, 24 ore su 24 con l’impiego di una forza lavoro di circa 10 unità. E’ dotato di un magazzino attrezzato suddiviso in 8 settori per lo stoccaggio della merce in grado di accogliere fino a 20 mila tonnellate di rinfuse.</p>
<p>Nel 2014 è previsto un volume di 50 mila tonnellate di prodotto insaccato e pallettizzato, valore che dovrebbe raggiungere le 60 mila tonnellate nel 2015 e le 70 mila tonnellate nel 2016. Insomma numeri significativi e, soprattutto, in continua crescita.</p>
<p>Ma da dove arrivano queste immense quantità di materiale? In particolare dagli Usa, dove il valore totale delle esportazioni di pellet ha raggiunto i 650 milioni di dollari nel 2013, con una crescita delle spedizioni di pellet di quasi il 50 % rispetto all’anno precedente.</p>
<p>L’export a stelle e strisce è aumentato dalle 800.000 tonnellate del 2011 alle 2,9 milioni di tonnellate del 2013 , secondo i dati ufficiali dei produttori locali. Buona parte dei nuovi impianti produttivi sono stati costruiti proprio sulla Costa atlantica, con vista sull’Europa, in particolare in Georgia, North Carolina e Virginia. Più limitata ma comunque significativa è stata la crescita dell’export canadese, i cui volumi sono comunque aumentati di oltre il 50 % rispetto al 2011.</p>
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